Unica data italiana per il Peel It Back Tour: scaletta audace, luci essenziali e un finale da brivido con Hurt. Trent Reznor si conferma artista totale, capace di passare da Hollywood alla chitarra senza perdere profondità
Trent Reznor e Wolfgang Amadeus Mozart: c’è un filo sottile che lega il compositore salisburghese e il fondatore dei Nine Inch Nails, nome di culto per gli appassionati di quel rock “industriale” esploso negli anni 90. Entrambi si ritrovarono davanti a un pianoforte a cinque anni e per entrambi, straordinari enfant prodige, quei tasti furono una rivelazione: la loro musica aveva il potere di incantare e conquistare.
Peel it back tour
Quella consapevolezza profonda della potenza unica delle note si ritrova ancora oggi, intatta, nell’artista nato nel 1965 a New Castle (Pennsylvania) e lo ha dimostrato ieri sera al Parco della Musica di Milano, unica data italiana del suo Peel it back tour. Ad aspettarlo c’era una corte formata (in parte) dai fan storici, teste imbiancate ma cuori rimasti fedeli alle chitarre distorte. E Trent Reznor, a 60 anni appena compiuti, ha dimostrato di non aver perso un briciolo di quella sua capacità di entrare nel cuore e nella testa di chi lo ascolta.










