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Chiara Tramontano, in un post sui social, ha espresso rabbia e indignazione per l'esclusione dell'aggravante della premeditazione da parte della corte d'Assise d'Appello di Milano, che ha confermato l'ergastolo per Alessandro Impagnatiello

Rabbia, indignazione, disgusto. Chiara Tramontano, sorella di Giulia, uccisa incinta dal fidanzato nel maggio 2023, ha affidato ai social il suo pensiero sulla sentenza della corte d'Assise d'appello di Milano, che oggi ha confermato l'ergastolo per Alessandro Impagnatiello, il barman reo confesso del femminicidio. La corte però, nello stupore generale, ha nel contempo escluso l'aggravante della premeditazione, ritenendo non provato che il delitto della 29enne fu organizzato e non invece un'aggressione avvenuta per impeto. La stessa valutazione era stata fatta dalla gip Angela Minerva nell'ordinanza con cui aveva convalidato il fermo per l'uomo.

In una storia su Instagram con sfondo nero, Chiara Tramontano ha scritto: "La chiamano legge, ma si legge disgusto. L'ha avvelenata per sei mesi. Ha cercato su Internet: 'Quanto veleno serve per uccidere una donna'. Poi l'ha uccisa". Ancora: "Per lo Stato, supremo legislatore, non è premeditazione. Vergogna a una legge che chiude glI occhi davanti alla verità e uccide due volte. E smettetela di portare gli assassini ai banchi. Sono assassini. Vanno in cella. Nessuno li vuole liberi, inquinano".