Affrontare una diagnosi di tumore della prostata metastatico ormonosensibile (mHSPC) è un’esperienza che può cambiare radicalmente la vita di un uomo e della sua famiglia. Per questo, ogni passo avanti nella ricerca rappresenta una possibilità concreta in più. Il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia Europea per i Medicinali ha raccomandato darolutamide – un inibitore orale del recettore degli androgeni (ARi) – in combinazione con terapia di deprivazione androgenica (ADT), per l'autorizzazione alla commercializzazione nell’Unione Europa per il trattamento del tumore della prostata metastatico ormonosensibile.

Tumori: nuovi farmaci bloccati dalla burocrazia. Prostata, il ‘caso Piemonte’

23 Maggio 2025

Il 10% dei pazienti diagnosticato in fase metastatica

Il carcinoma della prostata è il secondo tumore più frequente e la quinta causa di morte per cancro tra gli uomini a livello globale. Nel 2022, si stimano 1,5 milioni di nuove diagnosi e circa 397.000 decessi nel mondo. In Europa, nello stesso anno, sono stati registrati circa 474.000 nuovi casi e 115.000 decessi. Entro il 2040, si prevede che le diagnosi raggiungeranno quota 2,9 milioni. All'esordio, la maggior parte dei tumori prostatici è localizzata, quindi potenzialmente curabile con chirurgia o radioterapia. Tuttavia, fino al 10% degli uomini riceve diagnosi direttamente in fase metastatica ormonosensibile. Per questi pazienti, la ADT – associata a chemioterapia o ad ARi – è il trattamento cardine. Nonostante ciò, molti evolvono verso una forma resistente alla castrazione, per cui le opzioni diventano più limitate.