WhatsApp è stato ufficialmente bandito da tutti i dispositivi in dotazione alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Lo rende noto un promemoria interno diramato lunedì scorso dall’Office of Cybersecurity, che motiva il divieto con “eccessiva opacità sulla gestione dei dati, assenza di cifratura a riposo e concreti rischi per la sicurezza degli utenti”.
Il memorandum, firmato dal Chief Administrative Officer della Camera, esorta il personale a rivolgersi a piattaforme alternative già approvate: Microsoft Teams, la soluzione crittografata Wickr di Amazon, Signal, nonché gli ecosistemi proprietari Apple – iMessage e FaceTime. La nota sottolinea come tali applicazioni garantiscano procedure di sicurezza più trasparenti e controllabili dall’amministrazione.
La reazione di Meta: “Decisione che non condividiamo, la contesteremo”
Dura la rezione di Meta alla decisione: “Non condividiamo la valutazione dell’Office of Cybersecurity e contesteremo fermamente tale decisione. I messaggi su WhatsApp sono protetti da cifratura end-to-end per impostazione predefinita: ciò significa che soltanto mittenti e destinatari possono leggerli, non nemmeno noi. È un livello di sicurezza superiore a quello offerto dalla maggior parte delle app raccomandate”.







