Non passa estate senza che qualcuno, in Italia e non solo, incappi in qualche truffa informatica legata alle vacanze. Caso tipico, quello di chi giunge nella tanto agognata meta delle ferie per poi scoprire che la casa che aveva prenotato non esiste. Alla base del raggiro, annunci fasulli spesso veicolati con il meccanismo del phishing, che consiste nell’inviare alle vittime un messaggio contraffatto e, attraverso l’indebito utilizzo del nome e del logo del presunto mittente – banche, aziende, istituzioni –, convincerle a rivelare dati riservati o a compiere una determinata azione. Ebbene, non solo il copione ha già iniziato a ripetersi puntuale anche quest’anno, ma gli esperti di Check Point Software Technologies, fornitore internazionale di piattaforme di cybersecurity basate sull’intelligenza artificiale per aziende e governi, stanno perfino rilevando un’autentica «impennata di siti web ingannevoli». Mentre infatti a maggio 2024 avevano classificato come «malevolo o sospetto» un dominio su 33 tra quelli appena creati a livello globale in tema ferie o vacanze, il mese scorso tale incidenza è salita a uno su 21.