PADOVA - Dalla città del Santo alla Cisgiordania con un obiettivo: sviluppare e adattare la produzione agricola al cambiamento climatico andando ad aiutare la popolazione palestinese. Questo il motivo che ha spinto Acs (Associazione di cooperazione e solidarietà), che da oltre 20 anni opera nelle zone a Sud del mondo con progetti di emergenza e di sviluppo sostenibile, a partecipare assieme ad altre realtà locali al Congresso di Agroecologia Mediterranea svoltosi ad Agrigento tra il 9 e il 12 giugno. Oltre a Nicola Manno di Acs erano presenti Franco Zecchinato (cooperativa bio El Tamiso), Daniele Codato dell'Università di Padova e Davide Primucci del Comune di Padova. Durante le discussioni i partecipanti hanno cercato di costruire una visione comune e sostenibile per l'agricoltura mediterranea, valorizzando le risorse. L'obiettivo non è tanto aumentare la produzione ma migliorarla, adattarla al territorio e ai cambiamenti climatici.

«Il contesto interdisciplinare fornito dall'agricologia suggerisce, o richiede, di mantenere i temi dell'adattamento ai cambiamenti climatici e della sovranità alimentare connessi – spiega Manno - pertanto, utilizzare miscele di semi locali, vitali e altamente adattati e poterli scambiare tra agricoltori è uno strumento reale, in Italia come in Palestina, per non dipendere dalle aziende multinazionali o da politiche di occupazione criminali».