Per tutti era Pierino e probabilmente lo rimarrà per sempre. Perché Alvaro Vitali, 75 anni, protagonista assoluto dei film della commedia sexy all’italiana, è morto. L’annuncio è stato dato dal Tg1. L’attore, che nell’immaginario collettivo è stato protagonista di una categoria di film non propriamente autoriali, era stato scoperto da Federico Fellini, che lo fece esordire nel cinema con una piccola parte in Fellini Satyricon nel 1969. Vitali era stato ricoverato per una broncopolmonite recidiva.

L’attore, che diventerà il ragazzino terribile e volgarotto presente anche in tante barzellette, era nato a Roma il 3 febbraio 1950 e quel filone della commedia sexy all’italiana gli aveva dato successo e anche denaro “fino a 90 milioni a film”. Soldi anche sperperati secondo quanto dichiarato in alcune interviste. Come molti artisti aveva avuto una pensione di circa 1.300-1.400 euro al mese. Ma nonostante le difficoltà economiche, ha rifiutato di partecipare al Grande Fratello, affermando che non ne aveva bisogno. Recentemente era stato chiamato da Carlo Verdone per Vita da Carlo.

La carriera – L’incontro fortuito di Alvaro Vitali con il cinema risale al 1969, quando viene reclutato come comparsa nel Satyricon. La paga? 70mila lire al giorno per sette giorni di lavoro, quando nella bottega del negozio di piazza Mastai dove lavorava percepiva 16mila lire a settimana. Fellini prende Vitali sotto la propria ala: “Lo divertiva la mia indole popolare. Mi chiedeva: ‘Ti è piaciuto Giulietta degli spiriti?’ ‘Sì’, mentivo. ‘E cosa ci hai capito?’ ‘Un cazzo, dottore’. Fellini ne rideva” ricorda l’attore.