C'è uno spettro che si aggira per gli Stati Uniti: lo spettro del comunismo. Senza scomodare Marx, quello che è accaduto in Corea del Nord potrebbe benissimo fare parte di un capitolo di 1984, il celebre romanzo distopico di Orwell. Solo che è successo davvero. Dall'altra parte del mondo stavano assistendo al match del Mondiale per Club tra l'Atletico Madrid e il Paris Saint Germain. Una partita spettacolare, con i campioni d'Europa che hanno affrontato la squadra del Cholo Simeone. Ma a un certo punto, l'arbitro ha fischiato un rigore per i francesi. Dal dischetto si presenta Kang‑in Lee, un calciatore sudcoreano.

Prende la mira, calcia e segna. Ma in Corea del Nord nessuno lo ha visto. E come se il penalty fosse stato realizzato da un fantasma. Il motivo? La tv di stato del regime di Kim Jong-un - la Korean Central Television - ha l'ordine tassativo di non dare risalto a eventi che possano mettere in luce in modo positivo il nemico giurato della Corea del Nord. Come si traduce tutto ciò? Il nome, il volto e il numero di maglia del calciatore sudcoreano vengono oscurati. E il telecronista, dal canto suo, non può menzionare chi sia l'autore della rete. Pazzesco.

NON HA SENSO FAR LE PULCI ALL'INTER DI CHIVU