«Il primo a darmi del comunista fu Totò Riina, nell’aula bunker di Reggio Calabria, durante il processo per l’omicidio Scopelliti. Ripreso dalle tv di mezzo mondo, il boss rivolgendosi al presidente del Consiglio (Berlusconi, ndr) lo ammonì perché si guardasse da tre «comunisti» che manipolavano i pentiti». È uno dei passaggi della lunga intervista all’ex procuratore Gian Carlo Caselli, pubblicata oggi dalla Stampa.