«Ho avuto un infarto, ho quattro bypass. Poi ho avuto una pleurite essudativa. Insomma, non mi sono fatto mancare niente. Le fake news che dicono che sarei morto? Se si permettono di farlo è perché non si fa nulla per contrastarli. E allora io rispondo: "È vero, sono morto però sono sempre rinato. Se credete di ammazzarmi così, vi invito a farlo quotidianamente, mi allungate la vita”». Claudio Lippi ha compiuto 80 anni il 3 giugno, una lunga carriera televisiva, i successi, gli screzi, i rimpianti, l’assenza dal piccolo schermo, la voglia di tornare: «Non pretendo compensi milionari come quelli di Stefano De Martino o di Amadeus, ma di essere ancora riconosciuto come una risorsa». Il conduttore affida le proprie riflessioni a una lunga intervista a Fanpage che va dai maestri della tv come Corrado, Raimondo Vianello, Maurizio Costanzo alla lite con Fiorello e all’addio a Buona domenica che a suo parere stava prendendo una deriva troppo trash, «Pier Silvio Berlusconi non mi riceve da allora». E l'appello: «Fatemi tornare a fare una televisione che mi appartenga, da condividere con la gente comune».

(ansa)

Il lavoro, l’ansia, le paure

«Ho tuttora attacchi di panico – confessa Lippi a Fanpage – anche durante le serate, le feste di piazza. Forse perché sono un deficiente o ho un eccesso di sensibilità, sento una grande responsabilità nei confronti del pubblico e allora mi sento male, mi si appanna la vista, mi viene da vomitare, a volte ho avuto anche delle coliche infernali. La mia è la paura di deludere la gente, ma non per incapacità ma perché non so chi ho davanti. Non so cosa si aspettino da me».