«Avete scritto del caso Bper. E che dire di Mediobanca Premier che ritiene di aumentare il canone del mio conto del 133% con il “giustificato motivo” di un tasso d’inflazione del 21,5%»? «Ho letto il vostro editoriale, mi sono incuriosito e sono andato a leggere i documenti depositati sul mio home banking e scopro che Mediobanca Premier ha aumentato in modo inappropriato e indiscriminato i costi del c\c». È questo il tenore delle quattro mail ricevute da clienti di Mediobanca Premier, dopo l’articolo pubblicato su Plus24 sabato 14 giugno 2025 che poneva l’accento sul rischio di veder ripartire un trend di modifiche unilaterali da parte delle banche per introdurre nuove condizioni peggiorative per i clienti.
In tre casi il canone annuo passa da 36 a 84 euro, mentre in una comunicazione inoltrata alla redazione l’aumento arriva a toccare +200%, con il canone annuo che da 24 euro dal prossimo 1 luglio balzerà a 72 euro. Il motivo? «L’andamento dell’inflazione - spiega la banca nella comunicazione inviata ai clienti - che dal 2020 ha registrato un aumento pari a circa il +21,5% determinando un incremento delle principali voci di costo, sostenute nel continuo dalla banca per l’erogazione dei servizi prestati alla propria clientela (quali ad esempio i costi per i servizi di telecomunicazioni e informatici, le spese per tenuta e gestione degli immobili, i costi del personale). L’inflazione configura pertanto una circostanza estranea, imprevedibile e straordinaria che altera l’equilibrio economico tra costo sostenuto dalla banca e canone annuo previsto da contratto».







