L’Europa in un angolo
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Ferrara, 23 giugno 2025 – Lo hanno contattato tramite un’app di incontri utilizzata dalla comunità Lgbtiq, dato appuntamento in un’abitazione nel quartiere di San José del Pando e qui poi drogato e ucciso. In seguito, hanno smembrato il suo corpo e sparso i pezzi per la città di Santa Marta, in Colombia, per renderne difficile l’identificazione e depistare le ricerche. Ora dopo ora, l’indagine sul terribile assassinio del biologo molecolare di 38 anni, Alessandro Coatti, originario di Portomaggiore, ucciso il 5 aprile, si arricchisce di nuovi sviluppi.
Sabato la prima vera svolta con quattro arresti, tra cui una ragazza. Si tratta di Oswal Moisés Ospino Navarro, preso a Medellín; Isaac Enrique Márquez Charris, fermato nel comune di Arjona (Bolívar); Andrea Camila Berdugo Escorcia, catturata a Bogotá D.C.; e Brian Augusto Cantillo Salcedo, arrestato a Santa Marta.
Tutti giovanissimi, età media 20 anni, una vera e propria banda criminale e non un gruppo improvvisato, la quale – secondo quanto emerge – operava in base a uno schema ben definito, prendendo di mira vittime straniere, che venivano drogate per derubarle dei loro beni, solitamente svuotando i conti bancari e portando via i cellulari che portavano con sé. L’ipotesi principale degli investigatori è che con Coatti la situazione sia poi sfuggita di mano ai rapitori e degenerata tragicamente nella morte del ricercatore, forse colpevole di aver visto il volto di uno dei suoi assalitori. Secondo quanto stabilito dagli esami forensi effettuati in Colombia, il biologo è deceduto per una serie di colpi inferti con oggetti contundenti e solo in un secondo momento il corpo è stato smembrato. Pochi giorni prima di essere ucciso, aveva inviato messaggi rassicuranti alla famiglia: “Ciao mamma. Ho voglia di tornare. Ti voglio bene. Tanto tanto”.












