Nell'ambito delle iniziative intraprese dall'Italia per il contenimento dell'immigrazione irregolare proveniente dalla rotta balcanica, il contrasto al traffico di esseri umani e per il rafforzamento della sicurezza interna, lo scorso 16 giugno la Polizia di Stato ha avviato un servizio di pattugliamento trilaterale tra Italia, Croazia e Slovenia nell'area di confine croato-bosniaca di Cetingrad (Croazia).

L'iniziativa è nata nell'ambito del format trilaterale che da un anno e mezzo circa vede i ministri dell'Interno di Italia, Croazia e Slovenia incontrarsi periodicamente per rafforzare la cooperazione regionale a tutela dello spazio Schengen, da cui discendono frequenti riunioni tecnico-operative di livello nazionale e locale con la partecipazione, da parte italiana, della Polizia di Stato attraverso la Specialità della Polizia di Frontiera.

La regione di Cetingrad è il corridoio più stretto in territorio croato che separa la Bosnia Erzegovina dalla Slovenia e quindi preferito dai migranti irregolari che risalgono la rotta balcanica.

L'attività prevede una pattuglia mista composta da un operatore di polizia per ogni Paese partecipante, con turnazioni nell'arco delle 24 ore a bordo di un autoveicolo croato oppure anche in forma appiedata allorquando necessiti di addentrarsi in aree boschive non percorribili nemmeno con vetture fuoristrada.