"Iprezzi delle ricariche in Italia sono tra i più alti in Europa, poiché la struttura tariffaria nazionale non prevede incentivi, a differenza di altri Paesi, né riduzioni di oneri per favorire le colonnine ad alta potenza (HPC), essenziali per i lunghi viaggi": questa la denuncia di Adiconsum.
Aumenti continui
Ma c’è dell’altro: secondo l'osservatorio Adiconsum sui prezzi della ricarica elettrica, a maggio emerge un lieve aumento dei prezzi medi: 0,61 E/kWh per le ricariche AC (lente), 0,73 E/kWh per le DC (veloci) e 0,76 E/kWh per le HPC (ultraveloci) rispetto ad aprile. "Sebbene alcuni grandi operatori abbiano introdotto offerte a prezzi ridotti, queste sono spesso meno competitive rispetto a quelle di provider esteri, evidenziando una disparità che penalizza i consumatori italiani meno attenti nella scelta tra i numerosi operatori".
Adiconsum commenta sottolineando che "i prezzi della ricarica elettrica non dipendono dal PUN (Prezzo Unico Nazionale), il prezzo di riferimento dell'energia all'ingrosso, ma seguono una tariffazione specifica, diversa in ogni Stato europeo. In Italia, è definita da Arera con una tariffa monomia (euro/kWh), senza canoni fissi o proporzionali alla potenza. I gestori, che sostengono i costi per l'installazione e la gestione delle colonnine, aggiungono tariffe variabili in base alla tipologia di ricarica, alla potenza e a eventuali piani tariffari o abbonamenti. Arera ha stabilito questa tariffa nel 2010 (con piccoli aggiornamenti successivi), limitandosi alla bassa tensione".






