La lotta al razzismo nel calcio passa anche per i gesti.
Allo stadio Bank of America di Charlotte, l'arbitro ha attivato per la prima volta il nuovo protocollo "No al razzismo" approvato dalla Fifa poco più di un mese fa. Durante Real Madrid-Pachuca, gara del Mondiale per club in corso negli Usa, il giocatore degli spagnoli Rudiger ha accusato l'attaccante avversario Antonio Cabral di aver cercato di offenderlo con insulti sul colore della pelle.
L'arbitro, il brasiliano Roman Abatti Abel, ha ascoltato e così avviato la nuova procedura: ha incrociato le braccia per formare una "X" all'altezza del polso in modo da indicare a tutti che qualcuno è stato oggetto di insulti razzisti. Si tratta della prima fase del protocollo. Subito dopo la segnalazione, il direttore di gara ha poi il potere di decidere se interrompere o meno la partita. In caso di sospensione ne spiega i motivi ed avverte pubblicamente che, se il comportamento non cessa, la partita sarà temporaneamente sospesa.
Se il comportamento persiste, l'arbitro può ordinare alle squadre di tornare negli spogliatoi mentre un annuncio nello stadio spiega i motivi della sospensione. La regola è stata studiata per bloccare eventuali cori razzisti da parte dei tifosi. Se dopo la ripresa della gara il comportamento continua, l'arbitro può sospendere definitivamente la partita. Il pugno duro è stato voluto dalla Fifa e approvato nel corso del congresso tenutosi a maggio a Bangkok, in Thailandia e sperimentato nell'ultimo Mondiale femminile U.20 in Colombia. Dopo una serie di stagioni tormentate negli stadi di mezzo mondo con attacchi a giocatori di colore - clamoroso il caso di Vinicius a Valencia - il mondo del pallone era stato chiamato ad una reazione. Quanto all'episodio specifico la dinamica non è del tutto chiara. Rudiger ha accusato l'avversario di avergli rivolto un insulto razzista, negli ultimi minuti della partita vinta dal Real (3-1). Il madridista non si è allontanato dal suo avversario finché non è stato calmato dall'arbitro. Da parte sua, Antonio Cabral ha negato ogni accusa razzista. Il tecnico degli spagnoli Xabi Alonso ha difeso l'operato dell'arbitro: 'E' chiaro che c'è tolleranza zero".










