Goditi il viaggio. Il consiglio di Roger Federer, estratto al migliore come una pepita d’oro dalla miniera nei giorni della Laver Cup 2024, deve essere tornato in mente a Carlos Alcaraz durante i settanta giorni ruggenti che l’hanno portato da Montecarlo a Londra (sponda Queen’s), dalla terra all’erba, da Musetti a Lehecka passando due volte attraverso la strettoia della sfida con Jannik Sinner (Roma e Parigi), l’arcirivale da cui ora lo separano 1.130 punti nel ranking Atp alla vigilia di Wimbledon, lo Slam in cui l’italiano difenderà 400 punti, contro i 2.000 dello spagnolo. «Chiesi a Roger come aveva fatto a rimanere motivato per tanti anni, mi ha risposto di divertirmi ogni volta che posso, ai tornei, ovunque io vada. Attività, amici, cose da fare fuori dal tennis, fosse anche una sera al cinema...».
Alcaraz trasformato dal ritorno di Sinner: «Ma non batterò Jannik per sempre»
Carlos si è scatenato da quando l'azzurro è tornato nel circuito al Foro Italico: 18 vittorie consecutive. Su terra ed erba è dominante, mentre il numero 1 cerca di eliminare le scorie del Roland Garros







