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Ultimo aggiornamento: 8:01
Un papa con radici haitiane, discendente da donne nere ma anche cugino di quinto grado di uno dei padri dell’indipendenza latinoamericana. Una notizia arrivata pochi giorni fa che, se letta solo come aneddoto genealogico, rischia di ridursi a folklore. Ma se osservata con sguardo critico, decoloniale e contro egemonico, diventa invece una chiave potente per rileggere storia, identità e potere da una prospettiva altra. Da una prospettiva che parte dalle Americhe, dalle sue radici meticce, dalle sue ferite ancora aperte.
Robert Francis Prevost — oggi papa Leone XIV — non è semplicemente il primo pontefice con una storia afrodiscendente. È anche, come ha recentemente ricostruito una minuziosa indagine genealogica pubblicata dal New York Times, l’erede di una storia familiare che attraversa secoli e continenti: dai coloni belgi e spagnoli fino ai quartieri creoli di New Orleans, passando per Haiti, Santo Domingo, Cuba, l’Illinois e infine Roma. In questo intreccio fitto di linee materne e spostamenti forzati, emerge una genealogia che include donne nere, mulatte, persone discriminate e oppresse che vivevano al margine dei codici razziali della Louisiana schiavista. Alcune di loro, con coraggio e strategia, “passavano” come bianche per sopravvivere e ingannare il sistema di violenza strutturale nel quale erano obbligate a muoversi. Altre rivendicavano la loro condizione, diventando custodi di una memoria silenziata.






