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La risposta da parte di Teheran non si è fatta attendere: “La guerra è iniziata”, si legge in un messaggio pubblicato dai Guardiani della Rivoluzione
Non due settimane, bensì poche ore. Tanto è durata l'attesa per l'attacco Usa all'Iran. Nella notte italiana, il presidente statunitense Donald Trump ha confermato la partecipazione diretta degli Stati Uniti all’attacco contro tre impianti nucleari iraniani: Fordow, Natanz ed Esfahan. “Tutti gli aerei sono ora fuori dallo spazio aereo iraniano. Un carico completo di bombe è stato sganciato sul sito principale, Fordow. Tutti i velivoli stanno rientrando sani e salvi. Congratulazioni ai nostri grandi guerrieri americani. Nessun altro esercito al mondo avrebbe potuto fare questo. Ora è il momento della pace”, ha scritto Trump, definendo l’operazione un successo.
Secondo quanto riferito da Reuters, a condurre l’attacco sarebbero stati i bombardieri stealth B-2 Spirit dell’Aeronautica statunitense in grado di trasportare la Massive Ordnance Penetrator (MOP) — la bomba bunker-buster di profondità di cui solo gli Stati Uniti dispongono — sono decollati sabato dalla base di Whiteman, nel Missouri, in direzione della base aerea di Guam, nell’Oceano Pacifico, da cui sarebbe stata condotta l’operazione.






