“La mia carta d’identità non è un segreto. Ho 65 anni e li ho vissuti tutti qui, sono legatissimo alle mie radici”. Per festeggiare i 30 anni di “Certe notti”, la canzone che ha segnato uno dei momenti più importanti della sua carriera, Luciano Ligabue ha deciso di tornare a casa. E non poteva che scegliere la RCF Arena di Campovolo. Per lui, è la quinta volta sul palco di “un posto magico” che gli ha regalato gioie e l’abbraccio di migliaia di fan, ma anche una delusione nel 2005, quando il live fu guastato da alcuni problemi tecnici. In ogni caso, ha dichiarato “abbiamo lavorato per fare in modo che anche questo show fosse all’altezza dei precedenti”.

“I governi ignorano il riscaldamento globale. L’AI? Può arricchire lo show”– Abbiamo usato l’intelligenza artificiale per creare realtà che non esistono, ad esempio per mettere insieme su una navicella spaziale i capi del mondo che brindano. Una tecnologia così potente, se la si utilizza con parsimonia, può arricchire lo spettacolo con contenuti che aiutano a trasmettere un messaggio. In “Cosa vuoi che sia”, l’AI ricrea una Las Vegas post-apocalittica che è un’immagine fortissima, soprattutto in questo tempi. Durante il brano scorrono sul ledwall i dati sul riscaldamento globale, che è un tema che i governi vogliono mettere sotto il tappeto perché si pensa solo a finanza, economia e pil. Cosa chiedo ai potenti? Negli Anni 70, da adolescente, ero convinto che si potesse cambiare il mondo rendendolo migliore, più equo e giusto: gli operai, gli studenti e gli intellettuali andavano tutti nella stessa direzione. Oggi si dovrebbe smontare tutto. Non ci si può non occupare del riscaldamento globale e non si può continuare a pensare solo al riarmo e alla guerra.