Una corsa, un viaggio, un rito collettivo. La Freccia Rossa ha attraversato borghi, città d'arte, passi appenninici e piazze festanti, trasformando ogni tappa in un'istantanea d'Italia. Il percorso ha seguito le vene dell'Italia minore, quelle che non sempre finiscono nei depliant, ma che restituiscono l'anima più autentica del Paese. Dopo il via da Viale Venezia, gli equipaggi hanno raggiunto Ferrara, con la magia serale del Castello Estense, per poi, il giorno seguente, raggiungere la Capitale attraverso le curve del Mugello e le terre della Val d'Orcia. La terza tappa, all'alba, ha salutato Roma tra i palazzi ancora addormentati, arrampicandosi fino a Orvieto e Arezzo, prima dell'abbraccio serale di Cervia. Da lì, il passaggio spettacolare nel cuore della Versilia, con il transito all'interno dell'Accademia Navale di Livorno e le curve storiche del Passo della Cisa. Il ritorno ha reso omaggio all'Italia padana: Cremona, Soncino, Franciacorta. E infine, Brescia, che ha accolto le auto e i loro equipaggi con la Festa della musica e un'ovazione degna della Corsa più bella del mondo. Oggi la corsa si è fermata. Ma ciò che resta - le immagini, i volti, le emozioni - corre ancora.