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Ultimo aggiornamento: 11:48
“I conflitti in Medio Oriente, tra Russia e Ucraina e le tensioni tra India e Pakistan mettono a rischio 61,4 miliardi di esportazioni italiane (su un valore complessivo di circa 620 miliardi, ndr) e il 40,7% del nostro import energetico”. Sono le stime di Confartigianato che ha calcolato i rischi delle crisi geopolitiche internazionali evidenziando che le vendite di prodotti made in Italy verso 25 paesi coinvolti in guerre o in aree a rischio assorbono poco meno del 10% delle nostre esportazioni.
L’Italia, inoltre, dipende per il 40,7% dell’import di energia da 17 dei 25 paesi coinvolti in crisi o in aree a rischio, per un valore di 27,6 miliardi. Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, avverte quindi che: “Creare stabilità”, è “indispensabile per la tenuta del made in Italy”.
“Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan”, si legge nell’indagine che sottolinea come “un terzo dell’export in questi mercati – pari a 20,3 miliardi – è generato da comparti a forte presenza di micro e piccole imprese, come moda, gioielleria, occhialeria, alimentari, mobili e prodotti in metallo”.






