Era il 1977. Anno turbolento. In Inghilterra spopolano i Sex Pistols, in Italia si combatte contro il terrorismo. Invece negli Usa, con Jimmy Carter alla presidenza, si viaggia nello spazio. Incontri ravvicinati del terzo tipo, il celeberrimo kolossal di Steven Spielberg che sabato 21 giugno apre il Cinema ritrovato di Bologna, esce il 15 novembre 1977. In quegli stessi giorni il primo Star Wars di George Lucas, uscito il 25 maggio, supera Lo squalo e si piazza al primo posto nella classifica degli incassi cinematografici di tutti i tempi.

Era un derby Lucas-Spielberg, ed è andata così per molti anni. Pensare che nel maggio del ’76 i due erano disperati. Entrambi stavano girando i rispettivi film, Lucas a Londra, Spielberg in America. Ed erano convinti di andare verso il baratro. Spielberg aveva incontrato enormi problemi di sceneggiatura, ma Lucas era più depresso del collega: gli attori ridevano nel leggere le battute, i tecnici inglesi pretendevano di fare alle cinque la pausa per il tè e tutti imploravano Lucas di togliere dal copione quei Jedi che nessuno capiva chi diavolo fossero. George si confidò con l’amico Steven: «Sto andando a sfracellarmi, di questo film nessuno capirà nulla». Steven ribatté: «George, sei pazzo. Farà almeno 100 milioni di dollari». Lucas insisté: «No, Incontri ravvicinati incasserà quattro-cinque volte più di Star Wars».