Non passa giorno senza che faccia dichiarazioni o rilasci interviste. Sono tempi febbrili per Rafael Mariano Grossi. Il diplomatico argentino a capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) dopo l’attacco israeliano in Iran si ritrova in una posizione scomoda: da un lato è sulla difensiva, costretto a respingere le accuse di Teheran di aver fornito il pretesto per l’attacco israeliano con il rapporto del 12 giugno contro il suo programma nucleare; dall’altro sente come di dover correre ai ripari, mettere in guardia Tel Aviv sui rischi della sua azione militare e rinnovare pressoché quotidianamente i suoi appelli per un ritorno alla diplomazia. «Un attacco armato contro gli impianti nucleari non dovrebbe mai avvenire e potrebbe provocare rilasci radioattivi con gravi conseguenze all’interno e all’esterno dei confini dello Stato attaccato», ha ripetuto ieri al Consiglio di Sicurezza.