Massimo Bossetti, condannato per l'omicidio di Yara Gambirasio, per la prima volta avrà a disposizione il profilo genetico della vittima e di tutti quelli raccolti (circa 25mila) per arrivare a identificare Ignoto 1, oltre alle foto in alta definizione degli indumenti che indossava la 13enne trovata senza vita. Lo ha deciso il Tribunale di Bergamo rendendo così esecutivo il provvedimento del 27 novembre 2019 della Corte di Assise.
Questa autorizzazione, che arriva a sei anni dalla richiesta degli avvocati di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, potrebbe risultare fondamentale in vista dell'eventuale richiesta di revisione del processo. Stando al dispositivo, visionato dall'Adnkronos, la polizia giudiziaria entro 30 giorni potrà acquisire i reperti conservati al Ris di Parma e alla Polizia scientifica - Lombardia e l'elenco di quanto concesso nell'ambito delle indagini difensive. Documenti che il Tribunale ha riconosciuto come "non acquisiti al fascicolo dibattimentale" e aventi "anche il carattere della potenziale novità della prova".
BOSSETTI A BELVE: "IL PAPÀ DI YARA? IN PAESE SI MORMORAVA...", FURIA-FAGNANI
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