Quelle perizie basate sulle fotografie dei cadaveri e sullo studio degli insetti, che retrodatano la morte delle ultime vittime del mostro di Firenze e dei compagni di merende, in astratto potrebbero essere anche considerate delle prove nuove.

Ma secondo il sostituto procuratore generale di Genova Alessandro Bogliolo non hanno la forza necessaria per essere «idonee a ribaltare il giudizio della Cassazione».

E così, la strada per la revisione della condanna dall’ergastolo di Mario Vanni, accusato di quattro delitti, si fa nuovamente in salita. L’ultima parola, però, spetterà ai giudici della Corte di Appello del capoluogo ligure, che dopo l’udienza di questa mattina si sono riservati e decideranno nei prossimi giorni.

Secondo i legali che assistono il nipote di Vanni, gli avvocati Antonio Mazzeo e Valter Biscotti, «in questi giorni stiamo assistendo a una revisione dei processi perché la scienza sta intervenendo in processi di 10 anni fa e può fare cambiare il corso della giustizia. Restiamo fiduciosi che la Corte possa dare attenzione alla vicenda».

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