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20 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:46

Una vittoria legale di peso, con implicazioni che vanno ben oltre i confini della California, nel lungo e aspro braccio di ferro tra l’amministrazione Trump e gli stati a guida democratica. Una Corte d’Appello federale ha stabilito che il presidente Donald Trump ha probabilmente esercitato legalmente la sua autorità quando, nei mesi scorsi, ha “federalizzato” il controllo della Guardia Nazionale per dispiegarla durante le proteste a Los Angeles contro i raid anti-migranti, nonostante la netta opposizione del governatore democratico della California, Gavin Newsom. La decisione ribalta completamente la sentenza di un giudice di grado inferiore, che aveva invece dato ragione allo Stato della California, definendo illegale l’azione del presidente.

In una sentenza unanime di 38 pagine, il collegio di tre giudici d’appello – due dei quali nominati dallo stesso Trump – ha concluso che “è probabile che il presidente abbia esercitato legalmente la sua autorità statutaria” nel chiamare le truppe. Ma il punto cruciale della sentenza va oltre: i giudici hanno stabilito che, anche se il governo federale non avesse informato il governatore prima di impiegare la Guardia Nazionale come richiesto dalla legge, Newsom non aveva comunque il potere di veto sull’ordine del presidente in qualità di “commander in chief”. “Il fatto che Trump non abbia emesso l’ordine di federalizzazione direttamente ‘attraverso’ il governatore della California non limita la sua autorità altrimenti legittima di chiamare le truppe della Guardia Nazionale a Los Angeles”, si legge nel verdetto.