Un urlo di liberazione, dopo che Guillaume Bianchi riesce a chiudere con una stoccata d’autore la finale contro la Francia nel fioretto a squadre: è 45-43, gli azzurri si prendono l’oro – per il romano è il secondo dopo quello individuale -, cancellano la sconfitta di un anno fa in semifinale a Basilea e soprattutto permettono all’Italia di chiudere in gloria la rassegna di Genova. In Liguria si termina con la dodicesima medaglia – il bronzo delle spadiste, detronizzate sì ma pur sempre rimaste ad alto livello dopo la storica impresa del successo olimpico di Parigi - e con la tredicesima, quella del metallo più prezioso, quella appunto dei virtuosi dell’arma di punti. Rispetto al 2024 il bilancio è superiore in termini di quantità (13 podi contro 11), ma è inferiore per qualità: la scansione di Genova è infatti 3-2-8, a Basilea era stata 5-3-3. Stavolta nel consuntivo i francesi sono davanti a noi, sicuramente qualche occasione è stata sprecata ma nel complesso siamo sempre lì e l’aspetto positivo è che la rassegna è servita anche a far debuttare molti giovani. Tra un mese in Georgia ci sarà l’importante verifica del primo Mondiale post-olimpico.