Maestro Daniele Gatti, lei è stato nominato direttore musicale del Maggio fiorentino sino al 2029. Qual è il percorso intrapreso a Firenze?

«Mi chiamò Alexander Pereira e scelsi il ruolo di direttore principale, poi ci fu il commissariamento e nell’aprile dello scorso anno, quando fu nominato sovrintendente, Carlo Fuortes mi propose un contratto quinquennale. Ma avevo già dato la parola al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e gli dissi che mi sarei fermato. Ora riprendiamo il cammino dopo i tre anni bellissimi, riconosciuti anche dal Premio Abbiati».