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In base alla stima di un gruppo di ricerca di Francoforte che ha analizzato i dati legati alla caccia in 398 province tedesche degli ultimi vent’anni, al momento in Germania ci sono tra 1,6 e 2 milioni di procioni: un numero straordinario, se si pensa che furono introdotti solo negli anni Trenta del Novecento. Nell’ultimo secolo la proliferazione di questi mammiferi in Germania è stata eccezionale ed è diventata un problema da gestire, visto che sono una specie aliena invasiva che può fare danni sia all’ambiente che alle persone.
Il procione (Procyon lotor) è nativo del Nord America, e in Germania questi animali furono introdotti durante il nazismo in parte per poterne sfruttare la pelliccia, e in parte per cacciarli. Nel 1934 un allevatore liberò in natura due maschi e due femmine nella zona dell’Edersee, un bacino artificiale in Assia, nella Germania centrale, con l’idea di arricchire la fauna locale e al tempo stesso di usarli per attirare orsi da cacciare. Da quegli esemplari però originò una popolazione stabile. Una seconda popolazione crebbe a partire da 25 animali che nel 1945 scapparono da un allevamento di animali da pelliccia di Wolfshagen, decine di chilometri più a nord.







