Un feto è stato trovato morto in un cestino dei rifiuti, gettato da qualcuno che nella notte è entrato nei bagni del pronto soccorso dell'ospedale di Piacenza. Si tratterebbe, anche se manca ancora una conferma ufficiale, di un maschio di carnagione bianca. Secondo una prima stima da parte dei medici dovrebbe avere tra le ventisei e le trenta settimane di gestazione. Era chiuso in una busta con degli stracci insanguinati. Per tutta la giornata si sono avvicendati sul posto magistrati, personale medico legale e carabinieri. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Piacenza, le stanno svolgendo i militari del nucleo investigativo che per primi sono intervenuti. Ad accorgersi e a segnalare è stata una addetta alle pulizie che ogni mattina all'alba effettua il servizio nei bagni al piano terra dell'ospedale "Guglielmo da Saliceto".

È il dottor Franco Federici, direttore di presidio unico dell'Ausl di Piacenza, a ricostruire la dinamica del ritrovamento: "Mentre l'addetta vuotava il sacco del cestino della spazzatura nel bagno riservato al pubblico e ai pazienti del pronto soccorso, ha notato che era un po' pesante e scrupolosamente lo ha aperto, trovando materiale abortivo espulsivo". In quel momento, continua il dirigente ospedaliero, "passavano un medico e un infermiere che hanno subito fatto intervenire un ginecologo e un pediatra dai reparti al piano superiore, per verificare se questo feto avesse ancora segni vitali, ma purtroppo era morto". Immediatamente sono stati chiamati i carabinieri che hanno "congelato" la scena in attesa dell'arrivo del capo della Procura, Grazia Pradella, e del sostituto Daniela Di Girolamo. Insieme a loro anche due medici legali. I carabinieri della sezione investigazioni scientifiche hanno quindi iniziato i rilievi sul posto. Sono state notate macchie di sangue, all'esterno del bagno, non una vera e propria scia ma un possibile percorso che potrebbe aver fatto chi ha portato il feto.