Gentile Direttore Fabio Tamburini,

come Aiscat apprezziamo la vostra scelta di accendere un faro sui contenuti della delibera 75 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti che riguarda noi concessionari autostradali. Crediamo nel valore del confronto, elemento che ha sempre contraddistinto i nostri rapporti con Art, nel segno di un approccio costruttivo, a tutela della strategicità per il Paese della rete autostradale. Un dialogo che oggi vogliamo proseguire, evidenziando innanzitutto l’imprescindibilità degli investimenti sull’infrastruttura.

Il settore autostradale è da sempre volano dell’economia e dello sviluppo dei territori e del Paese, un asset cruciale che sposta il 90% dei passeggeri e l’87% delle merci che viaggiano su strada. L’infrastruttura autostradale italiana è la più datata d’Europa, la più trafficata e la più complessa: basti pensare che gli oltre 500 km di gallerie sono pari alla metà del totale europeo. Al contempo, l’aumento dei volumi di traffico richiede interventi per garantire la fluidità degli spostamenti, la sicurezza della circolazione e l’efficienza della logistica.

Senza indugiare sulle positive ricadute su Pil nazionale, occupazione e indotto derivanti dalla realizzazione delle opere infrastrutturali, è opportuno ricordare che gli investimenti delle concessionarie si traducono ogni anno in un fondamentale contributo al bilancio dello Stato attraverso il pagamento di imposte indirette e dirette, canoni e sovracanoni. L’ammontare complessivo di questi pagamenti si traduce in trasferimenti nei confronti dello Stato pari a circa il 50% dei ricavi netti da pedaggio.