Giorgio Panariello sbarca su Raiplay con “Nel Garage”, il nuovo programma, disponibile da giovedì 19 giugno su RaiPlay, in cui incontra alcune delle menti più brillanti: visionari, esperti, imprenditori, studiosi che nel proprio campo hanno saputo affermarsi e, a volte, cambiare le regole del gioco.

Il conduttore e attore ha anche partecipato al podcast Tintoria, dove ha affrontato approfonditamente la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2006, come capitano. “Il mio Sanremo è una me**da. Mi chiamarono a farlo perché venivo dai Torno sabato, che fatto il terzo per me era chiuso. L’anno prima l’aveva fatto Bonolis con grandissimo successo e nessuno voleva fare quel Sanremo là. Baudo non ci pensava minimamente, anche perché non volevano darglielo visto che Paolo lo aveva un po’ rinnovato. Hanno cominciato a farmi una corte incredibile, io non volevo farlo, ma poi ho visto l’assegno… In quel periodo lì non è che navigassi nell’oro”.

E ancora: “Non sapevo che quell’anno lì ci sarebbe stato l’embargo delle case discografiche e delle radio nei confronti delle televisione, per cui non mandavano i cantanti. Io ho fatto Sanremo senza cantanti, o meglio quelli che hanno partecipato non appartenevano alle major. C’erano ottimi cantanti, da Tatangelo a Zarrillo, ma il cast non lo fai con cinque cantanti ottimi, molti erano sconosciuti. Quell’anno ha vinto Povia con “Vorrei avere il becco”, ha chiosato con un filo di ironia.