(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le imprese asiatiche si aspettano un peggioramento dei comportamenti di pagamento a causa dell’incertezza economica alimentata dalla guerra commerciale. E’ quanto viene evidenziato nello studio condotto da Coface nel primo trimestre 2025 su circa 2.400 aziende nella regione Asia-Pacifico. Gli intervistati operano in nove mercati (Australia, Cina, Hong Kong SAR, India, Giappone, Malesia, Singapore, Taiwan e Thailandia) e 13 settori. «Nel 2024 l'Asia-Pacifico ha registrato un rallentamento della crescita a causa della debolezza della domanda globale, dell'aumento dei costi e degli alti tassi di interesse», afferma Bernard Aw, Chief Economist per l’Asia-Pacifico di Coface. «Il record raggiunto dagli Ulpd (pagamenti ultra lunghi, ndr) indica che le aziende prevedono di dover affrontare crescenti difficoltà finanziarie. Oltre all'aumento dei dazi, le imprese si preparano ad affrontare un contesto commerciale e politico più instabile». In questo scenario, «abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita del Pil per l'Asia al 3,8% nel 2025», ha aggiunto.

I termini di pagamento rigidi, potrebbero inasprirsi ulteriormente

Nel 2024 le condizioni di concessione del credito sono state più restrittive rispetto al 2023: i termini di pagamento sono aumentati da 64 a 65 giorni, pur rimanendo al di sotto della media quinquennale di 69 giorni registrata nel periodo 2018-2022. Dieci dei tredici settori oggetto dell'indagine hanno registrato un aumento dei termini di pagamento: automotive, tessile e chimico segnano le variazioni pià significative. «La crescente concorrenza nel mercato automobilistico - spiega lo studio - ha spinto i concessionari a essere più flessibili nel concedere crediti, utilizzandoli come strumento competitivo». Quanto al futuro, due terzi delle aziende prevede termini di pagamento più brevi, che riflettono una maggior cautela e priorità data al preservare la liquidità in un contesto di crescente incertezza.