La storia d'amore tra Paola Carbone e suo marito Dino Falconio, lei avvocato civilista e amica dei cani randagi, lui notaio molto attivo nell'associazionismo politico e con alcuni incarichi istituzionali, 21 anni di matrimonio e tre figli, è una di quelle piuttosto note in città, raccontata anche sulle pagine di questo giornale. Ma l'amore di Paola per Vasco Rossi è nato prima, molto prima. E lui, Dino, ha dovuto accettarlo, e negli anni ha onorato questa passione, diventata poi comune, alzando Paola sulle spalle, tra il pubblico, ogni volta che dal palco partivano le prime note di «Rewind», così come impone uno dei tanti riti che si ripetono puntuali ai live del Blasco. Ma stavolta il concerto del rocker di Zocca allo stadio Maradona di Napoli è stato, per Paola, diverso da tutti gli altri: «Ho realizzato un sogno, l'ho incontrato e abbracciato. Sono passati due giorni e ancora non mi sembra vero». A confermaglielo, però, indelebile, ora c'è una scritta tatuata sul suo braccio destro: «È la sua firma».

Un sogno realizzato?

«Assolutamente sì. La prima volta che ho espresso il desiderio di conoscere Vasco dovevo compiere 18 anni e lo chiesi a mio padre come regalo per il compleanno. Ma figuriamoci. Mio padre non vedeva di buon occhio nemmeno il fatto che io lo ascoltassi perché in quegli anni Vasco aveva avuto problemi di droga».