Poco meno di 28mila euro in centro e circa 22mila in periferia. Il reddito medio dichiarato dagli italiani che vivono nei 14 capoluoghi delle città metropolitane è 1,3 volte più elevato di quello degli abitanti degli altri Comuni di cintura, che compongono l’hinterland. Il gap tra città e periferie attraversa tutto il Paese, ma è più marcato nelle aree metropolitane. In media nelle altre città capoluogo il reddito si attesta a 26mila euro, contro i 22mila euro dei contribuenti in provincia, con un rapporto di 1,18. In pratica, nel cuore dei grandi poli urbani i valori risultano il 27% più elevati di quelli dichiarati nei territori “fuori porta”, a fronte di un gap che si ferma al 18% nel resto del Paese.
Metropoli sempre più diseguali
In Italia le disuguaglianze reddituali sono in aumento e lo ha certificato anche l’Istat. A marzo, nell’ultimo report sulle «Condizioni di vita e reddito delle famiglie», l’istituto ha classificato gli italiani in cinque gruppi, dal reddito equivalente più basso a quello più alto (il primo quintile comprende il 20% con i redditi più bassi, l’ultimo quintile e il 20% con i redditi più alti): nel 2023 il reddito dei primi è risultato 5,5 volte più basso rispetto al reddito dei secondi. Una misura sintetica della disuguaglianza, in peggioramento rispetto al 2022 (quando il rapporto tra i due “estremi” pari a 5,3).






