"Io sono una donna di pace, lo sono stata sempre, tutta la vita. Purtroppo conosco l'odio, quindi per me è importante questa giornata dato che non facciamo altro che parlare di come si combatte l'odio e solo con la pace si combatte l'odio". La senatrice a vita Liliana Segre, nel giorno della Giornata internazionale per il contrasto ai discorsi d’odio, partecipa a una conferenza stampa con il presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (APCE),Theodoros Rousopoulos, e consegna una sua testimonianza.

“Non basta avere una famiglia, avere i nipoti e tanto amore per riuscire a dimenticare quel numero scritto sul braccio sinistro e tutto l’odio derivato da quel numero. Oggi si piangono i bambini di tutte le religioni”, dice Segre: “Io li ho visti i bambini come me che non potevano più frequentare la scuola per la colpa di essere nati. Era genocidio, ma altri non avevano capito e non volevano sentire”.

La senatrice Segre racconta poi la sofferenza che ha continuato a provare tornata dal campo di concentramento: “Non me la sentivo di andare a ballare come facevano le altre donne, andavo cinque minuti ma era più forte di me. Avevo di nuovo una cameretta e mi chiedevo perché ero viva, nessuno mi ascoltava, non si può descrivere il genocidio, e non si può pensare che finisce e si balla. Ecco, questo mi portava via la testa”, aggiunge tra la commozione di tutti.