(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ferrari -0,39%
in lieve rialzo, dopo la debolezza dell'ultimo periodo: le azioni sono in rialzo frazionale, poco sopra i 400 euro. Nell’ultimo mese hanno perso circa il 10% del proprio valore, risentendo del timore legato alla delicata situazione geopolitica internazionale, dell’incertezza sui dazi, nonché delle delusioni per le performace sportive nelle gare di Formula 1. In più è anche emerso che, come riportato da Reuters, Ferrari avrebbe deciso di posticipare il lancio del secondo modello Bev, quello completamente elettrico, originariamente previsto per il 2026, almeno al 2028, a causa della debole domanda per auto sportive elettriche. In ogni caso è stato confermato il lancio a ottobre del primo veicolo elettrico, come simbolico, con un prezzo attorno a 500.000 euro. La società non ha commentato queste indiscrezioni e va anche detto che ufficialmente non ha mai fornito indicazioni precise sulla pipeline di modelli Bev dopo il lancio del primo.
Gli analisti, in ogni caso, ritengono che la notizia abbia scarso impatto visto che i modelli elettrici non avrebbero fatto la differenza nelle vendite della casa auto. «Noi non abbiamo mai pensato che potessero essere prodotti in volumi significativi. Restiamo comunque dell’idea che il primo modello BEV, proprio perché si tratta di una “new entry”, possa essere sold-out, anche se con volumi non elevati», hanno commentato gli analisti di Equita, ricordando tra l’altro che prima di Ferrari, anche Lamborghini aveva già annunciato il posticipo del primo modello completamente elettrico, il Lanzador, dal 2028 al 2029. Equita mantiene la raccomandazione di ‘Hold’ sulle Ferrari, con un target di prezzo più basso delle attuali quotazioni a 380 euro. Sono di diverso avviso gli analisti di Intermonte, che invece consigliano un ‘Outperform’ sulle azioni della Rossa, con target di prezzo a 482 euro. La sim stima il fatto che la società sia attenta alle tendenze del mercato ed evidenzia inoltre che l’aspetto chiave è che continui a produrre auto con forte appeal. «Il rischio derivante da un’eventuale mancata vendita di veicoli elettrici, se questi fossero sostituiti da altri, non sarebbe di per sé rilevante», hanno commentato, spiegando che l’unico vero rischio sarebbe quello legato alle multe sulle emissioni. Ma «data la struttura della regolamentazione, tali multe stimiamo che non siano significative», hanno sottolineato.







