La premier e il cowboy Usa

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Roma, 18 giugno 2025 – Tra le tracce della tipologia C della prima prova di maturità 2025 c'è un tema di grande attualità, quello sui social media e l'indignazione digitale. Si parte da un testo di Anna Meldolesi e Chiara Lalli dal titolo 'L'indignazione è il motore dei social. Ma serve a qualcosa?', pubblicato su 'Sette', il supplemento del Corriere della Sera. Il testo, riflettendo sul fatto che sui social proliferano contenuti pensati per scatenare il sentimento dell'indignazione e che, proprio a causa di questo, finiscono per saturare la nostra capacità di indignarsi, invita i maturandi a interrogarsi sul ruolo delle piattaforme digitali nella formazione dell'opinione pubblica e sull'efficacia dell'attivismo online. Di seguito la traccia svolta da Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano.

Sui social l’indignazione è ovunque: è rapida, istintiva, spesso feroce. Ed è diventata uno dei principali carburanti delle piattaforme digitali. Ogni giorno ci imbattiamo in contenuti creati appositamente per provocare rabbia e disgusto, e noi, altrettanto prontamente, reagiamo: commentiamo, condividiamo, rilanciamo. Ma serve davvero a qualcosa? Secondo una riflessione proposta da Anna Meldolesi e Chiara Lalli in una traccia dell’esame di maturità 2025, questa reazione emotiva, oggi amplificata dai social media, rischia di rivelarsi sterile.