In Europa oltre 1,2 milioni di persone non ha una dimora. Secondo l’ultimo rapporto della Federazione europea delle organizzazioni che si occupano di senzatetto (FEANTSA), solo nel 2024 è aumentato del 43%. A fronte di dati così allarmanti, gli interventi dei governi rimangono frammentari, spesso emergenziali e raramente strutturali.

Se da un lato alcuni Paesi, come la Finlandia e più recentemente l’Austria, hanno scelto di puntare su strategie di lungo periodo per garantire il diritto all’abitare, in molte altre nazioni europee il fenomeno continua a essere affrontato in modo episodico. Ne è un esempio l’Italia, dove ancora manca un piano nazionale, o la Grecia, dove mancano persino registri ufficiali sulla popolazione senza dimora. Anche in Spagna, le immagini dei senzatetto accampati nell’aeroporto di Madrid-Barajas sono diventate il simbolo di una crisi affrontata con soluzioni temporanee e una gestione confusa tra i diversi livelli istituzionali.

Dietro i numeri ci sono volti e soprattutto fragilità sociali: precarietà lavorativa, affitti inaccessibili, disabilità, migrazioni, traumi. Una crisi, quella dei senzatetto in Europa, che non riguarda più solo i “margini” delle città, ma che si manifesta sempre più nei loro luoghi simbolo: piazze, stazioni e aeroporti.