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Oltre 400 tra missili e droni sull'Ucraina. Tredici vittime, oltre 120 feriti. Ira dell'Ue
Tredici civili uccisi e oltre 120 feriti sotto le bombe, la scorsa notte. A Teheran? A Tel Aviv? Ma no: a Kiev. Perché mentre Israele e Iran si scambiano missili mortiferi e il mondo trattiene il fiato nel timore di veder deflagrare un nuovo gigantesco conflitto in Medio Oriente, l'aggressione della Russia all'Ucraina continua. E tocca, anzi, livelli straordinari di brutalità. Perché nella capitale ucraina, sebbene il Cremlino sostenga il contrario ripetendo una sua tipica menzogna inaugurata già all'inizio della guerra, il bersaglio dei missili e dei droni è la popolazione civile e non obiettivi militari come invece avviene almeno il più delle volte quando è la Russia ad essere colpita.
Immagini impressionanti mostrano palazzi residenziali di Kiev centrati in pieno da droni russi e danno l'idea della strage che sta venendo perpetrata con il consenso di fatto di Donald Trump. Soprattutto smentiscono la menzogna del Cremlino di cui sopra.






