"La storia della migrazione italiana è parte essenziale della nostra identità nazionale".
Anche per questo il tema della cittadinanza è pane quotidiano del dibattito politico. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha affrontato incontrando al Quirinale i vertici del consiglio generale degli Italiani all'estero.
Il Capo dello Stato non è entrato nella questione ancora calda dei referendum dell'8 e 9 giugno fallito per il mancato raggiungimento del quorum. Ma ha fatto un richiamo sul decreto approvato un mese fa, che ha dato una stretta alla cittadinanza per i discendenti degli italiani emigrati nei secoli scorsi, con le ondate di fine Ottocento e del secondo dopoguerra. La nuova norma prevede che possano avere anche il passaporto italiano solo se l'avo da cui ne ereditano il diritto è un genitore o il nonno. Quel decreto legge, ha ricordato Mattarella, "ha suscitato attenzione e dibattito nelle comunità degli italiani" all'estero, ma anche "spaesamento". E quindi bisognerà "seguire con attenzione la riflessione che" fra loro "si aprirà sul tema". L'obiettivo è "favorire una meditata considerazione, ed eventualmente riconsiderazione" di quelle norme. Che Avs ha definito "scellerate. Ringraziamo il Capo dello Stato - ha aggiunto il capogruppo in commissione Affari sociali della Camera Filiberto Zaratti - che fa notare che occorre modificarla".








