Bruxelles, 17 giu. (askanews) – Lavorare con la diplomazia per la de-escalation del conflitto Israele-Iran, e per garantire che l’Iran torni al rispetto degli impegni internazionali e non sviluppi l’arma nucleare; organizzare in modo coordinato l’evacuazione dei cittadini Ue che vogliono lasciare le zone interessate dal conflitto; operare per proteggere la stabilità dei mercati energetici; non lasciar passare in secondo piano, comunque, l’attenzione per la situazione a Gaza e l’urgenza di arrivare a un cessate il fuoco con la piena ripresa degli aiuti umanitari, né la guerra implacabile che la Russia vuole continuare in Ucraina, prendendo di mira i civili”.
Sono, in sintesi, i temi di cui hanno parlato oggi in videoconferenza i ministri degli Esteri dell’Ue, secondo quanto ha riferito in conferenza stampa a Bruxelles l’Alta Rappresentante per la Politica estera comune dell’Unione, Kaja Kallas, rispondendo ai giornalisti al termine della riunione. convocata d’urgenza lo scorso weekend.
“Negli ultimi cinque giorni – ha detto Kallas -, Israele e Iran si sono attaccati reciprocamente, e questo ha aumentato il rischio di un conflitto più ampio nella regione. La riunione di oggi ha offerto l’opportunità di condividere opinioni e coordinare i nostri sforzi diplomatici. I ministri hanno invitato tutte le parti a rispettare il diritto internazionale, a esercitare moderazione e a evitare azioni che potrebbero sfuggire al controllo. Siamo tutti concordi sull’urgente necessità di una de-escalation”, e sul fatto che “l’Iran non può possedere una bomba nucleare e che la diplomazia è la soluzione per impedirlo”. Insomma, c’è accordo sul fatto che “la soluzione diplomatica sia il modo migliore per affrontare il programma nucleare iraniano a lungo termine. E l’Europa è pronta a fare la sua parte”.













