Onorevole Molteni, le forze dell’ordine chiedono di rivedere le norme relative all’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per gli agenti...
«Hanno ragione e ci stiamo lavorando. Di tutela processuale si era iniziato a discuterne dopo il caso del comandante dei Carabinieri di Verucchio (indagato per aver ucciso un uomo che aveva appena accoltellato quattro persone minacciandone altre, ndr) ed è nostra intenzione andare fino in fondo».
In che modo?
«Abbiamo già allo studio una norma per completare quanto introdotto nel decreto sicurezza: la sommatoria tra tutela legale, ovvero i 10mila euro per ogni grado di giudizio destinati agli agenti, e tutela processuale garantirà la piena operatività delle forze di polizia. Questa è la precondizione affinché siano messe nella condizione di fare al meglio il proprio lavoro. Serve una norma aggiuntiva: l’agente che nell’adempimento dei suoi doveri usa legittimamente le armi per uno stato di necessità non deve essere indagato. La criminalizzazione di chi indossa una divisa va evitata».
CARABINIERE UCCISO E AGENTI INDAGATI: ATTO DOVUTO, UNA NORMA DA CAMBIARE






