Dalle prime ore della mattinata alcune vie di Napoli, hanno cambiato denominazione diventando “Via delle vittime innocenti delle mafie senza verità e giustizia". I militanti volontari di Libera si sono mobilitati con un’azione simbolica sostituendo la dicitura della via originale con una nuova targa. Piazza Plebiscito, Via Toledo e Largo Enrico Berlinguer a Napoli.

L’operazione è avvenuta in contemporanea anche in altre città italiane (Firenze, Torino, Roma, Messina e Vibo Valentia ) e rientra della campagna promossa da Libera “Fame di verità e giustizia”, un viaggio a 30 anni dalla nascita di Libera e della sua rete associativa, che sta attraversando il Paese, da Nord a Sud, con iniziative, flash mob, laboratori, assemblee, speaker corner e azioni di denuncia con l’obiettivo di rimettere al centro della vita pubblica l’urgenza nel contrasto a mafiosi e corrotti.

In serata, alle 19,30 è prevista a Napoli una fiaccolata silenziosa con la partecipazione di decine di familiari di vittime innocenti che sfilerà da Largo Berlinguer (nei pressi della stazione metro “Toledo”), fino a Piazza del Plebiscito. All’iniziativa parteciperà anche don Luigi Ciotti, il presidente di Libera.

“C'è fame di Verità e Giustizia in Italia, sempre di più – scrive Libera in una nota - Oggi più dell’80% dei familiari di vittime innocenti non conosce ancora la verità sulla morte dei propri cari. La violenza delle mafie e della corruzione ha lasciato indietro migliaia di storie di innocenti senza verità, creando un debito democratico che non può essere ignorato. Fame di verità e giustizia” non è soltanto uno slogan. È una piattaforma di richieste chiare alla politica e sollecitazioni rivolte anche a tutti i cittadini. Ecco perché proponiamo: che il Diritto alla Verità voci nella Costituzione italiana come diritto fondamentale; il riconoscimento dello status di vittima di mafia anche per chi è stato ucciso prima del 1961; l'equiparazione delle vittime del dovere e delle mafie a quelle del terrorismo; di riflettere su meccanismi come prescrizioni e decadenze, che spesso vanificano i percorsi giudiziari. Un altro punto importante è la richiesta di integrare nel sistema italiano le direttive europee di tutela delle vittime e dei loro familiari, che prevedono di riconoscere veri diritti, non ambigui “benefici”. Infine, l'appello a non dimenticare le vittime dei reati violenti della cosiddetta “criminalità comune”.