Filippo Barillari, uno dei bagnini intervenuti sabato a Lido degli Estensi, descrive i due giovani soccorsi dal 16enne marocchino che - nel tentativo di salvare la loro vita - ha perso la propria in uno slancio di grande generosità: «Abbastanza affaticati, ma non più di tanto spaventati»«Abbastanza affaticati, ma non più di tanto spaventati». Filippo Barillari, uno dei bagnini intervenuti sabato (14 giugno) sera a Lido degli Estensi, descrive così i due giovani soccorsi dal 16enne marocchino Aymane Ed Dafali, che - nel tentativo di salvare la loro vita - ha perso la propria in uno slancio di grande generosità. I due - al momento - risultano irreperibili. Si sarebbero allontanati in maniera autonoma dopo il salvataggio, forse perché semplicemente ignari di quanto stava accadendo in quegli istanti in cui è stato recuperato il corpo senza vita del ragazzo. Come vi siete accorti della loro iniziale richiesta di aiuto?«Il primo a capire che i due erano in difficoltà è stato il collega che era in servizio nello stabilimento balneare vicino al mio. È partito col pattino per recuperarli, ma quando è arrivato nessuno gli ha detto della presenza di Aymane, perché era finito sott'acqua senza che nessuno se ne fosse accorto». Quando avete saputo di Aymane?«Ci hanno avvisato gli amici che erano insieme a lui in acqua. Quindi il nostro collega, che era partito per salvare i due bagnanti in difficoltà, ha avvertito me e altri. Anche noi siamo così usciti col pattino e abbiamo iniziato a cercare Aymane, mentre lui ha provveduto a portare a riva i due che aveva appena salvato». Quanti anni avranno avuto?«Erano abbastanza giovani, tra i 20 e i 30 anni. Erano provenienti dall'Est Europa, dalla Moldavia e dall'Ucraina». Come le sono sembrati?«Erano entrambi abbastanza affaticati, ma non più di tanto spaventati. Erano ovviamente in difficoltà, come capita spesso a chi finisce in quella zona». Perché dice spesso?«Perché quella zona di mare vicina al Canale Logonovo, in cui esiste un divieto di balneazione, continua a essere frequentata. A volte la gente ci finisce inavvertitamente perché, essendo vicina a un tratto di spiaggia libera, chi fa il bagno in quel tratto poi, a causa della corrente, finisce per essere trasportato in quell'area, dove sul fondale c'è uno strapiombo. Anche se non è di nostra competenza, data la pericolosità, noi la sorvegliamo comunque perché sappiamo i rischi». Può essere successo lo stesso ai due bagnanti?«Forse sì. A causa della corrente di Scirocco, si sono probabilmente trovati a ridosso del canale Logonovo senza volerlo. Piano piano sono stati trasportati in quella zona e, dopo aver sentito che non toccavano più, sono andati nel panico, chiedendo aiuto. Dubito davvero molto che volessero attraversare il Canale». I due al momento mancano all'appello.«Sì, l'ho saputo. Presumo se ne siano andati senza aver capito la gravità della situazione. Il mio collega li ha riportati a riva col pattino e, in quel momento, non sapevano che in acqua c'era una terza persona. Penso che nella concitazione del momento non siano mai venuti a sapere che qualcuno li aveva cercati o li stava cercando per chiedere loro testimonianza di quanto accaduto. Né che un giovane fosse morto per aiutarli. Non ho idea di dove possano essere. Forse erano in vacanza qui da qualche giorno e magari sono già tornati a casa».
Morte del piccolo Aymane, il bagnino: «La coppia che ha provato a soccorrere è scomparsa, probabile che non si sia resa conto di quello che è accaduto»
Filippo Barillari, uno dei bagnini intervenuti sabato a Lido degli Estensi, descrive i due giovani soccorsi dal 16enne marocchino che - nel tentativo di salvare la loro vita - ha perso la propria in uno slancio di grande generosità: «Abbastanza affaticati, ma non più di tanto spaventati»











