Orietta Berti non si ferma mai. Dopo le hit Mille con Fedez e Achille Lauro, La discoteca italiana con Fabio Rovazzi e Luna piena scritta anche da Rose Villain, la cantante emiliana torna con un nuovo singolo pronto a diventare il tormentone dell’estate 2025. Si chiama Cabaret e sarà disponibile dal 27 giugno per Time Records. Con lei, ancora una volta, Fabio Rovazzi e, per la prima volta, il collettivo rap FuckYourClique.

L'intervista «Non li avevo mai sentiti», confessa in una intervista al Corriere della sera Orietta con il suo solito disincanto. «Li chiamavo FuckYourLike, mi confondevo. La prima volta li ho visti in foto vestiti come dei lord inglesi... mi sono sembrati carini». Solo dopo ha scoperto che i loro testi non sono proprio "per educande": «Mi hanno detto che era meglio se non capivo le parole». Il brano Cabaret è un mix tra sonorità pop orecchiabili e un messaggio più profondo. «Il ritornello è solare, ma le strofe raccontano una società in bilico tra apparenze e paradossi», spiega la cantante. «Oggi tragedie e frivolezze sono trattate allo stesso modo. È tutto un grande cabaret».Nel testo, Orietta cita anche personaggi controversi come Fabrizio Corona. «Cosa penso di certi personaggi? Che io mi vergognerei. Sono cresciuta in una famiglia onesta, senza pettegolezzi». Il sodalizio con Rovazzi, già rodato, continua tra affetto e scherzi. «Abbiamo litigato: è tornato in ritardo dalla Thailandia e il video non è ancora pronto. È tornato bianco come un lenzuolo, dice per colpa dell’aria condizionata dell’aereo. Solo a lui capitano certe cose».Con Fedez, invece, il legame è rimasto saldo. «Ci sentiamo spesso, è sempre molto gentile. Mi ha fatto conoscere due rapper simpaticissimi, Ski & Wok. E abbiamo parlato anche di poesia russa: gli ho parlato di Evtušenko». E lui, lo conosceva? «Secondo me sì». Nel frattempo, Achille Lauro le manda regolarmente i trucchi della sua linea make-up. «Ma certi ombretti che usa lui sono troppo forti per me. Anche se abbiamo lo stesso stilista, mi prende in giro: mi dice che mi vesto come lui».A 80 anni passati, Orietta Berti resta una figura amatissima dal pubblico, anche dalle nuove generazioni. Drag queen che la imitano nei locali, milioni di dischi venduti, eppure nessuna vittoria al Festival di Sanremo. «Mai vinto, è vero. Ma ho vinto Un disco per l’estate e fatto tante altre cose. Non mi lamento». Molto credente, cresciuta in una famiglia divisa tra la fede cattolica del padre e il comunismo della madre, Berti prega ogni giorno e guarda al mondo con una certa amarezza: «Ci sono troppe guerre, troppe persone che non ascoltano il Papa. Vorrei un mondo diverso». Il successo non l’ha cambiata. Resta schietta, ironica, autentica. Ha detto no ad alcuni speciali televisivi sulla sua carriera: «In questo periodo la gente non ha voglia di stare ferma a guardare speciali. Preferisco aspettare».Tra le artiste di oggi apprezza Annalisa, Elodie («se hanno un bel corpo è giusto mostrarlo finché sono giovani») e ha un affetto speciale per Rose Villain: «Luna piena è stato un successo soprattutto nelle discoteche gay, continuo a ricevere video di drag queen che si vestono come me». Il suo vizio? «Collezionare di tutto: acquasantiere, scarpe, borse, puffi. Tengo tutto». Come i ricordi e l’amore per la musica, che anche in questo Cabaret – tra note leggere e critiche affilate – torna a prendersi la scena.