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I magistrati che hanno chiesto gli arresti domiciliari nei confronti della sindaca di Prato Ilaria Bugetti sostengono che negli ultimi anni abbia ricevuto soldi e voti in cambio di favori garantiti a Riccardo Matteini Bresci, imprenditore del tessile già amministratore del Gruppo Colle e con incarichi in Confindustria.

Nella richiesta di misura cautelare i magistrati definiscono Bugetti «un pubblico ufficiale compromesso e ricattabile» fin da quando era sindaca di Cantagallo, un comune della provincia dove ha sede il Gruppo Colle. Negli anni successivi Bugetti, esponente del Partito Democratico, fu eletta per due volte nel consiglio regionale della Toscana e lo scorso anno ha vinto le elezioni comunali a Prato, sostenuta dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle.

Secondo l’accusa, Bugetti si sarebbe spesa in più occasioni per aiutare Matteini Bresci con cui aveva un rapporto professionale molto stretto. In particolare sarebbe intervenuta per risolvere alcuni problemi legati alla depurazione delle acque del Gruppo Colle, garantendo risparmi all’azienda. Durante la campagna elettorale dello scorso anno, dicono i magistrati, Bugetti sarebbe intervenuta per sollecitare tariffe più basse per i servizi di depurazione e per avviare il progetto di una rete fognaria industriale senza la quale l’azienda amministrata da Matteini Bresci avrebbe dovuto costruire in autonomia un costoso impianto di depurazione.