di
Alessandro Bocci
Il nuovo allenatore degli azzurri sostituisce Luciano Spalletti, da poco esonerato. «Rino è un simbolo del nostro calcio», spiega il presidente della Figc Gabriele Gravina
Gennaro Gattuso è il nuovo c.t. dell’Italia. Sei giorni dopo l’ultima panchina di Luciano Spalletti, arriva l’annuncio della Federcalcio. «Rino è un simbolo del nostro calcio», spiega Gabriele Gravina dopo che Buffon, sabato sera, alla fine della partita degli azzurrini all’Europeo in Slovacchia, l’aveva definito «la scelta migliore possibile». L’accordo è sulla base di un contratto annuale perché la Nazionale si gioca tutto in fretta: sei partite da settembre a novembre con l’obiettivo di rimontare la Norvegia e guadagnarsi il primo posto che garantisce la qualificazione al Mondiale nell’estate del 2026, tra Stati Uniti, Messico e Canada. Altrimenti bisognerà puntare al secondo posto e sperare di superare indenni la ghigliottina dei playoff di marzo. Una rincorsa affannosa. La strada è in salita. Ringhio, secondo i federali, è l’uomo giusto: pochi fronzoli e molta sostanza. «Le sue motivazioni, la sua professionalità, e l’esperienza saranno fondamentali per affrontare i prossimi impegni con la maglia azzurra. Consapevoli dell’importanza dell’obiettivo che vogliamo raggiungere, lo ringrazio per la disponibilità e la totale dedizione con cui ha accettato questa sfida condividendo il progetto di sviluppo complessivo del nostro calcio nel quale la maglia azzurra riveste una centralità strategica», queste le parole di Gravina.










