di

Luigi Ippolito

Il caso era venuto alla luce nel 2011, e si riferisce a episodi che risalgono fino ai primi anni Duemila. Le autorità avevano chiuso un occhio per paura di apparire razzisti, ma ora Starmer ha dato il via libera a un’inchiesta pubblica

Dopo mesi di resistenze e tergiversazioni, Starmer ha dato il via libera all’inchiesta pubblica su uno dei peggiori scandali della Gran Bretagna moderna, che vide per anni migliaia di ragazzine bianche, provenienti da contesti disagiati, circuite, plagiate e abusate sessualmente da bande di uomini pachistani. A lungo le autorità, dalla polizia agli enti locali, avevano chiuso un occhio su quanto accadeva nel timore di apparire razzisti e in nome di una malintesa «coesione delle comunità»: il risultato fu che schiere di adolescenti vulnerabili vennero gettate in pasto ai predatori.

Il caso era venuto alla luce fin dal 2011, grazie a un’indagine condotta da un giornalista del Times, e si riferisce a episodi che risalgono fino ai primi anni Duemila, concentrati soprattutto nelle aree di Rotherham e Rochdale, cittadine depresse del Nord dell’Inghilterra: ma quest’anno la vicenda è tornata all’attenzione del pubblico e dei media per i ripetuti interventi di Elon Musk, che è partito lancia in resta contro le reticenze del governo britannico nell’affrontare lo scandalo. Sulla scia del tycoon americano si sono infilati subito i conservatori e Farage, ma da parte laburista affiorava una certa insofferenza verso quello che veniva a volte bollato come un can-can dell’estrema destra: ma in ogni caso, a gennaio, era stata commissionata una verifica guidata dalla baronessa Casey, i cui risultati sarebbero stati pubblicati la prossima settimana.