JESOLO (VENEZIA) - Il boato, gli scoppi in successione, il fuoco che divampa e segna il perimetro del piano terra della palazzina, il fumo che invade il vano scale e, velocemente, tutte le stanze dei due piani. E la terribile sensazione che Jesolo abbia rischiato di vivere una tragedia senza precedenti. Il fuoco è riuscito a trovare il suo sfogo soprattutto all'esterno, dopo avere mandato in frantumi le vetrate del ristorante e trattoria "Bea Storia", e i soccorsi sono giunti in pochi istanti, mettendo in salvo i quindici giovani che si trovavano nei due piani. Una tragedia sfiorata, anche se rimangono i molti interrogativi sull'incendio divampato nella notte di giovedì e sul quale gli inquirenti tengono aperte tutte le ipotesi, compresa quella del dolo.

L’edificio è su una palazzina a due piani situata all'inizio di via Levantina, a pochi passi da piazza Drago e dalle due torri, simbolo del recente sviluppo edilizio, frutto del Master Plan griffato dal giapponese Kenzo Tange. Al piano terra il "Bea Storia", che durante il giorno funge anche da bar, mentre gli appartamenti dei due piani sono diventati foresteria per venti lavoratori degli hotel Continental e Ambasciatori; si tratta per lo più di giovani, veneti, ma anche di altre nazionalità, come Bangladesh e Romania.